Soluzioni per tipoSicurezza delle persone
Quante volte al giorno succede nella stessa corsia?
Una riga bianca e basta
Sono le 11:05 nella corsia 4. Il carrello arriva con tre pallet e il carico gli copre metà della vista. Un preparatore esce da tra due scaffali guardando il lettore. Si incrociano. Il pedone salta di lato e riprende a camminare come niente. Il conducente non frena nemmeno, perché non ha visto nulla per cui frenare. Nessuno si è fatto male, quindi nessuno lo scrive. È la quinta volta questo mese in quell’incrocio.
8 telecamere in 4 settori
Si chiede così
«Avvisami quando un carrello e una persona si trovano nello stesso tratto di corsia, e contami quante volte succede ogni giorno.»
Quello spavento non è scritto da nessuna parte, e per questo non esiste. Esiste il giorno in cui va male: una gamba rotta, un’indagine, il carrello fermo e un magazzino che non spedisce per ore. Con gli scaffali è uguale. Un montante ammaccato tre volte non lo controlla nessuno, finché non cede un martedì qualsiasi e va svuotato mezzo capannone.
Si decide una volta
Il responsabile di magazzino decide una volta quali tratti sono incroci e chi riceve l’avviso. La frase è semplice: se una persona a piedi e un carrello sono nello stesso tratto nello stesso momento, allora avvisare il capoturno, salvare il video e aggiungere uno al conto di quella corsia. E una seconda: se un carrello colpisce uno scaffale, avvisare la manutenzione. Vale su tutti e tre i turni.
In un magazzino il carrello è la macchina che lavora di più e quella che fa più paura. Va veloce perché quello che si misura sono i pallet all’ora. Gira in spazi stretti. E spesso porta il carico davanti, coprendo esattamente quello che dovrebbe vedere. La riga bianca a terra separa le persone dai mezzi, ma dalla cabina quella riga non si vede.
Un investimento dentro un capannone non è quasi mai il primo. Prima ci sono stati dieci spaventi nello stesso incrocio e nessuno è scritto, perché chi è saltato indietro ha continuato a lavorare e chi guidava non se n’è accorto. Con le botte agli scaffali è uguale: un montante colpito tre volte cede un martedì qualsiasi, con due tonnellate addosso a qualcuno. Tutto questo davanti a una telecamera che nessuno guarda.
IRIS qui fa le due cose che servono. Avvisa quando una persona a piedi e un carrello condividono lo stesso tratto, e salva il video. E conta quegli incroci per corsia, per ora e per turno. Il primo salva lo spavento di oggi. Il secondo fa sì che il mese prossimo la corsia sia cambiata, perché una pianta con i tre punti dove succede sempre si discute molto meno di un’opinione.
Cosa cambia
Prima, se qualcuno raccontava lo spavento, finiva su un quaderno e usciva in comitato tre mesi dopo. Quasi mai lo si raccontava. Ora il capoturno riceve l’avviso con la telecamera dell’incrocio aperta, e la botta allo scaffale arriva alla manutenzione lo stesso giorno. E a fine mese c’è una tabella con le tre corsie dove si concentra tutto. Con quello si cambia un senso di marcia.
Dove l’abbiamo visto

CAM-254Solo una riga bianca separa la persona dal carrello
«Avvisami quando un carrello e una persona si trovano nello stesso tratto di corridoio, e dimmi quante volte succede ogni giorno.»

CAM-218Il muletto passa attaccato a una persona
«Avvisami se un muletto e una persona a piedi si avvicinano troppo in corsia, soprattutto se il carico copre la visuale al conducente.»

CAM-273Portone di baia aperto, e dietro non c’è nessun camion
«Avvisami quando un portone di baia è aperto senza camion dietro e si avvicina un carrello o una persona.»

CAM-56A piedi davanti al carrello
«Avvisami quando qualcuno va a piedi dove passano i carrelli, e dimmelo prima che la macchina gli sia addosso.»

CAM-271Il pedone si scansa con un salto all’incrocio
«Avvisami quando una persona e un carrello si trovano insieme nell’incrocio della corsia 4 e salvami il video.»

CAM-270Un urto alla scaffalatura che nessuno segnalerà
«Avvisami quando un carrello urta una scaffalatura e salvami il video dell’urto.»

CAM-272Attraversa le strisce senza vedere cosa ha davanti
«Avvisami quando un carrello attraversa le strisce troppo veloce o con il carico che gli copre la visuale.»

CAM-269Un pallet troppo alto, storto e con il film allentato
«Avvisami se nel corridoio c’è un pallet inclinato o con il film allentato, soprattutto se sta arrivando un muletto.»
Cosa non fa
IRIS non legge la targa del carrello né sa chi lo guida. Parla di mezzi e di persone in un tratto, non di conducenti specifici.
Non misura nemmeno centimetri esatti né sa se il conducente abbia visto la persona. Segnala che i due hanno coinciso e salva il video, perché giudichi chi conosce quella corsia.
Domande
- IRIS avvisa o conta?
- Tutte e due, e non si chiedono allo stesso modo. L’avviso si chiede parlando: una frase, «avvisami quando un carrello e una persona sono nello stesso tratto». Il conteggio si configura disegnando la linea o la zona sull’immagine, perché una riga non si descrive a parole: si traccia. Per questo il numero che ne esce è ripetibile e verificabile. La stessa telecamera può fare entrambe.
- Conta come quasi investimento se non si toccano?
- Sì, ed è lì tutto il valore. Lo definisci tu sulla pianta: di solito, che una persona a piedi e un carrello siano nello stesso tratto di corsia o nello stesso incrocio nello stesso momento. Non serve il contatto, perché quelli che non si sono toccati sono gli unici da cui si può ancora imparare. Un avviso isolato è un aneddoto. Lo stesso conto per un mese è una mappa di dove mettere la barriera.
- Rileva le botte agli scaffali?
- Sì, ed è tra le scene più richieste in logistica, perché una botta che nessuno annota è uno scaffale che nessuno controlla. IRIS segna il momento dell’impatto e salva il video della botta, con l’ora e la corsia. Così la manutenzione può guardare quel montante prima che ceda e non dopo. Si può chiedere anche il pallet storto o con il film allentato, che è l’avviso anticipato dello stesso problema.
- Bisogna montare qualcosa sui carrelli?
- No. Tutto si vede dalle telecamere che sono già in corsia. Non serve installare tag, beacon o sensori sui mezzi, né cambiare la flotta, né che il conducente porti addosso qualcosa. Conta più di quanto sembri: un sistema che dipende da un apparecchio indossato smette di funzionare il giorno in cui quell’apparecchio è scarico o resta nell’armadietto.
Un caso diverso a ogni giro
Guarda cosa succede. E guarda cosa ne fa IRIS.
Non è un video registrato né un disegno: è un riassunto dello strumento vero, con un caso diverso a ogni giro. Lo strumento intero non sta in un riquadro.
- Tu chiedi
- IRIS cerca
- Te lo mostra
Non vedi il tuo qui?
Queste parole sono quelle che abbiamo costruito, non quelle che IRIS capisce. L’elenco resta corto apposta: si chiede con una frase, e le frasi non finiscono. Raccontaci cosa hai davanti alle telecamere e ti diciamo se lo capisce, o se non ancora.
E la cosa migliore
La porta è rimasta aperta alle due.Saperlo alle nove non serve più a niente.
Il video lo racconta alle nove. IRIS lo dice alle due, con la telecamera, l’ora e le immagini di quel momento. La differenza tra le due cose è che qualcuno possa andarci.
Raccontaci il tuo problema e ti diciamo se IRIS lo capisce oppure non ancora.
Rispondiamo nello stesso giorno lavorativo.