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Soluzioni per tipoSicurezza delle persone

Da dove si esce se un giorno bisogna uscire?

L’uscita è dietro sei bancali

Sono le 10:20 di un martedì, reparto spedizioni. Arriva un camion con più carico del previsto e sei bancali devono finire da qualche parte. Lo spazio più comodo è quello davanti alla porta verde, quel quadrato giallo sempre vuoto. Li mettono lì, «un attimo». Il camion del pomeriggio ne porta altri quattro. Venerdì nessuno vede più i bancali: fanno parte della corsia.

6 telecamere in 6 settori

Si chiede così

«Avvisami quando qualcosa resta davanti all’uscita di emergenza per più di dieci minuti.»

Nessuno lo mette in un rapporto, perché non è successo niente. Quello che succede è che il giorno dell’ispezione tre persone passano due ore a liberare corsie, e il rapporto di prevenzione si chiude con una non conformità già risolta quando è stata firmata. E se un giorno bisogna uscire davvero, la porta più vicina non serve e la gente va alla successiva, a quaranta metri.

Si decide una volta

Questo si decide una volta e vale sempre. Il sito decide dov’è il quadrato che deve restare libero, quanti minuti si tollera che qualcosa resti lì e chi va avvisato. Se compare un oggetto dentro quella zona, per più di dieci minuti, e nessuno ci sta lavorando, allora si apre una segnalazione, si manda la telecamera e si conserva l’immagine. Si scrive un martedì mattina e funziona ogni giorno, anche il sabato in cui l’ufficio è vuoto.

Un’uscita di emergenza non si blocca di colpo. Si blocca un pezzo alla volta. Un bancale, un carrello delle pulizie, una gabbia vuota, uno scatolone che qualcuno porterà via dopo. Tutti ci passano davanti quindici volte al giorno e smettono di vederlo, perché quello che sta sempre lì non è più un ostacolo: è parte del pavimento. Il giorno dell’ispezione si libera in venti minuti e tutti tirano il fiato. Il mese dopo i bancali tornano.

Il giorno in cui va male non c’è tempo di liberare niente. Esce fumo in una zona comune e la gente va, tutta insieme, verso la porta più vicina. Se davanti a quella porta ci sono sei bancali, non è un’uscita: è un tappo con una luce verde sopra. In un parcheggio è un’auto sopra la zebratura. In una scuola è una pila di sedie ai piedi delle scale. È sempre qualcosa che qualcuno ha lasciato, ed è sempre lì da più tempo di quanto nessuno ricordi.

IRIS guarda il quadrato davanti alla porta e non guarda altro. Se compare qualcosa ed è ancora lì passati i minuti concordati, lo dice: telecamera, ora e immagine. Non è un avviso urgente, è un avviso noioso, di quelli che si risolvono oggi con un transpallet. Ed è tutto lì il valore: che l’uscita si liberi martedì pomeriggio e non la mattina dell’ispezione.

Cosa cambia

Prima, questo saltava fuori nel giro mensile di prevenzione o il giorno dell’ispezione. Qualcuno scriveva «corsia ostruita» su un foglio e la foto si faceva quando era già libera. Ora il responsabile riceve l’immagine alle 10:35 con la porta e l’ora, manda qualcuno con un transpallet e alle 10:50 è risolto. La stessa segnalazione che costava un mese si chiude in un quarto d’ora.

Dove l’abbiamo visto

  • Metà mattina nella zona di spedizione. Davanti alla porta di uscita ci sono sei bancali di scatole impilati all’altezza di un uomo, due gabbie metalliche e un carrello portautensili. A terra, un fascio di tubi d’acciaio attraversa la striscia gialla. Un operatore si è piantato lì davanti a braccia aperte: non si passa. La porta è aperta e non ci si arriva. IRIS vede che la zona segnata è occupata da prima mattina.

    CAM-255L’uscita di emergenza è dietro sei bancali

    «Avvisami quando qualcosa resta nella zona gialla davanti all’uscita per più di dieci minuti.»

    Vedi questa telecameraL'industria

  • Primo pomeriggio, in fondo alla corsia 8. Qualcuno ha lasciato quattro bancali di scatole attaccati alla porta di emergenza: coprono mezza anta, l’estintore e la cassetta della manichetta antincendio. Il cartello verde di uscita è ancora acceso sopra, e indica una porta che non si può aprire. Un carrello arancione manovra a fianco e un operatore passa oltre. IRIS vede merce ferma dentro la zona che deve restare sempre libera.

    CAM-274Bancali davanti all’uscita di emergenza

    «Avvisami quando c’è merce davanti all’uscita di emergenza o che copre l’estintore per più di cinque minuti.»

    Vedi questa telecameraL'industria

  • Esce fumo da un corridoio di servizio, accanto al bar. A tre metri c’è la porta di emergenza, e davanti alla porta ci sono un carrello di scatole e uno delle pulizie: sono lì da diciotto minuti. Di fronte, una sessantina di persone si sono fermate a guardare verso il fumo, e dall’altro lato c’è già gente che esce. Due cose insieme, e tutte e due ugualmente gravi.

    CAM-546Esce fumo, e l’uscita da cui si dovrebbe evacuare è bloccata

    «Avvisami se c’è fumo in un’area comune o se un’uscita di emergenza ha qualcosa davanti da più di cinque minuti.»

    Vedi questa telecameraI centri commerciali

  • Notte al piano -2. Un fuoristrada grigio è fermo con il muso infilato nel vano dell’uscita di emergenza, sopra l’area verde dipinta sul pavimento con la figura che corre. Dietro la porta si vedono le scale. A pochi metri, sulla corsia, c’è un uomo steso a faccia in giù, immobile. La luce del piano è scarsa e buona parte dell’inquadratura resta al buio. IRIS vede le tre cose insieme: la via bloccata, la zona senza luce e qualcuno immobile dove nessuno si sdraia.

    CAM-474L’uscita di emergenza bloccata da un’auto e una persona a terra

    «Avvisami se qualcuno parcheggia sull’uscita di emergenza o se c’è una persona a terra che non si muove.»

    Vedi questa telecameraI parcheggi

  • Pomeriggio di lavoro accanto al capannone. Sull’asfalto c’è una fascia segnata con croci rosse che deve restare sempre libera, e accanto un idrante rosso. In questo momento la fascia è occupata: un cassone blu che trabocca di sacchetti, uno verde dietro, una pila di pallet e scatole di cartone cadute, e sacchi neri sparsi. Un operatore con casco e gilet fotografa la scena con il telefono. IRIS vede la corsia di emergenza occupata.

    CAM-437La corsia di emergenza è piena di cassoni e pallet

    «Avvisami se qualcuno lascia qualcosa sulla fascia dipinta della corsia di emergenza o davanti all’idrante.»

    Vedi questa telecameraL'industria

  • Il pianerottolo di una scala dell'edificio. In fondo, la porta verde dell'uscita di emergenza con il cartello sopra. Attaccati ai battenti: un carrello di palloni, un bidone blu della raccolta, una cassa, due pile di scatoloni e quattro zaini per terra. A destra, un armadio di legno accostato alla porta; a sinistra, banchi e sedie d'aula accatastati. Un gruppo di alunni è in piedi proprio in mezzo al passaggio. Giù per le scale, l'uscita prosegue.

    CAM-137L'uscita di emergenza bloccata

    «Avvisami se davanti a un'uscita di emergenza o nel passaggio di una scala resta fermo qualcosa, e dimmelo oggi, non tra sei mesi.»

    Vedi questa telecameraLa scuola

Cosa non fa

IRIS non sa se quello che sta davanti alla porta verrà spostato tra cinque minuti né se è materiale in transito. Vede che la zona segnata è occupata e conta il tempo.

E non misura in centimetri il passaggio libero che la norma richiede, né sostituisce il controllo di un tecnico della sicurezza. Quello lo verifica una persona con un metro in mano.

Domande

Avvisa anche per un bancale che è solo di passaggio?
No. La regola ha un orologio e non un interruttore: finché qualcuno lavora con quella merce, si muove, e non arriva nessun avviso. Scatta solo quando qualcosa è rimasto lì più dei minuti concordati, di solito tra cinque e dieci. Il problema non è mai il bancale di passaggio: è quello che resta per il fine settimana. Se da te il carico dura di più, si alza il margine e IRIS parla solo di ciò che è davvero rimasto.
Vale anche per la corsia dei vigili del fuoco e gli estintori?
Sì, ed è esattamente lo stesso tipo di regola. Si segna sull’immagine la fascia dipinta della corsia dei vigili del fuoco, la zebratura davanti a un idrante o lo spazio di un estintore, e si chiede l’avviso se qualcosa ci resta sopra. È il tipo di mancanza che nessuno mette in un rapporto e che si scopre il giorno in cui serve, quando non c’è più rimedio.
Sostituisce il controllo della sicurezza?
No. Il controllo continua a fare quello che sa fare: verificare larghezze, segnaletica, luci di emergenza e stato delle porte. Quello che aggiunge IRIS è il resto del mese, i trenta giorni in cui nessuno passa con una lista di verifica. Il giro dice se l’uscita è progettata bene; IRIS dice se oggi è libera. Sono due domande diverse e servono entrambe.
Si può sapere quante volte si blocca la stessa uscita?
Sì, ed è di solito il dato che risolve il problema alla radice. Ogni avviso resta con la sua ora e la sua porta, così a fine mese si vede che una certa uscita si blocca nove volte e le altre mai. Non è gente distratta: è che a quella porta manca un posto dove mettere i bancali. Si sposta la zona di scarico e gli avvisi spariscono da soli, senza dire niente a nessuno.

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Avvisami se c’è liquido o schiuma fuori posto e dopo due minuti è ancora lì.

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