Soluzioni per tipoSicurezza delle persone
E se oggi bisogna passare di lì di corsa?
La barella è nel passaggio da venti minuti
Sono le 11:15 nel corridoio del secondo piano di un ospedale. Una barella vuota è rimasta di traverso davanti a una porta doppia mentre il barelliere entra a prendere un paziente. Esce dall’altra porta e non torna più a riprenderla. Le quattro persone che passano dopo si girano di lato per infilarsi nello spazio. La barella è lì da venti minuti e nessuno l’ha spostata.
5 telecamere in 4 settori
Si chiede così
«Avvisami quando qualcosa resta ferma davanti a una porta di passaggio e nessuno la sposta per qualche minuto.»
Nessuno si lamenta, perché tutti passano di lato. Il costo arriva il giorno in cui bisogna passare di corsa: un carrello delle emergenze che non entra dalla porta, una carrozzina che deve fare il giro dall’altro corridoio, due minuti persi nel posto peggiore. In una sezione carceraria il costo è lo stesso con altri vestiti: la squadra che deve arrivare trova un mobile davanti al cancello.
Si decide una volta
L’ospedale decide una volta quali porte devono restare sempre libere e quanto tempo si tollera. Se qualcosa resta ferma davanti a una di quelle porte, per più di cinque minuti, e nessuno le sta accanto a spostarla, allora si avvisa il banco di reparto con la telecamera e l’ora. Si decide in una riunione e vale per i quattro piani e i tre turni, senza che nessuno debba ricordarlo ogni mattina.
Un passaggio non si chiude per cattiveria. Si chiude perché in un corridoio non c’è posto per niente e tutto il materiale deve stare da qualche parte. Una barella, un carrello delle medicazioni, una gabbia della biancheria, un bancale di sacchi davanti a un cancello. Siccome è materiale di lavoro, nessuno lo considera un ostacolo: lo considera lavoro. E siccome tutti ci passano di lato, nessuno alza la mano.
Il giorno in cui va male, chi ha fretta non ci passa. Un carrello delle emergenze è largo e non si gira di lato. Una squadra che entra in una sezione ha le mani occupate. In un corridoio tra reattori, due persone con un ferito non passano dove passa una sola di profilo. Quei due minuti non compaiono in nessun rapporto, e sono esattamente i due minuti che si cercava di guadagnare.
IRIS guarda il varco che deve restare libero e conta il tempo. Se qualcosa resta lì più del concordato, lo dice con la telecamera e l’ora, e se dopo dieci minuti è ancora così, lo ridice. Niente di tutto questo è urgente il giorno in cui succede. Tutto questo è urgente il giorno in cui serve, e quel giorno non si può più rimediare.
Cosa cambia
Prima, il passaggio si liberava quando qualcuno si arrabbiava. Non c’era modo di sapere se quella porta si bloccava una volta al mese o quattro volte al giorno, e siccome il materiale era di lavoro, nessuno lo registrava come segnalazione. Ora arriva un avviso dopo cinque minuti con la foto, e a fine mese si vede quali porte si bloccano sempre e a che ora. È quasi sempre la stessa, ed è quasi sempre un problema di dove si tiene il materiale.
Dove l’abbiamo visto

CAM-123Barella ferma nel passaggio
«Avvisami quando resta qualcosa fermo davanti a una porta di passaggio e non lo spostano nel giro di qualche minuto.»

CAM-157Corridoio tra i reattori bloccato
«Avvisami se il corridoio tra i reattori resta con meno passaggio libero di quello che serve, e non lasciar correre solo perché è materiale di lavoro.»

CAM-101Accesso ostruito nella sezione
«Avvisami se qualcuno lascia qualcosa davanti a una porta o a un cancello di passaggio e ci resta, perché di lì dobbiamo passare noi.»

CAM-483Più gente per metro di tre minuti fa, e non avanza più
«Avvisami quando davanti a una porta ci sono più di quattro persone per metro quadrato e il gruppo è fermo da due minuti.»
Cosa non fa
IRIS non misura in centimetri la larghezza libera che la norma richiede né sa se ciò che ostruisce è indispensabile lì. Vede che la zona segnata è occupata e conta il tempo.
E non distingue un carrello in uso da uno abbandonato, al di là del fatto che qualcuno si muova accanto. Per questo la regola usa i minuti e non un interruttore.
Domande
- È la stessa cosa dell’uscita di emergenza bloccata?
- No. L’uscita di emergenza serve il giorno dell’evacuazione, che quasi mai arriva. Il passaggio serve tutti i giorni: di lì passano le barelle, i carrelli del vitto, le squadre di manutenzione e chi deve arrivare di corsa. Per questo il margine di tempo è di solito più corto e l’avviso va al reparto e non all’ufficio sicurezza. Due regole simili con due destinatari diversi.
- Avvisa anche se a ostruire è materiale di lavoro?
- Sì, ed è proprio il caso da vedere. Quasi nulla di ciò che blocca un passaggio è spazzatura: sono barelle, carrelli e bancali che qualcuno serviva a un certo punto. Proprio per questo nessuno li toglie e nessuno li registra. La regola non giudica cosa sia l’oggetto, solo se il varco che deve restare libero è occupato da troppo tempo. Il resto lo decide chi conosce il reparto.
- Misura la larghezza libera richiesta dalla norma?
- No. IRIS lavora su una zona che hai disegnato sull’immagine e dice se è occupata e da quando, non quanti centimetri restano. Misurare il passaggio libero richiesto da una norma è lavoro di una persona con un metro, e lo resta. Quello che aggiunge IRIS è che quel controllo smetta di essere mensile: la zona è sorvegliata ogni giorno e avvisa lo stesso giorno in cui si restringe.
- Vale per una sezione carceraria o un corridoio tra reattori?
- Sì, e sono due dei posti dove si nota di più. In una sezione, quello che si lascia davanti a un cancello sta proprio sul percorso della squadra che deve entrare, e per questo la regola di solito chiede l’avviso immediato e non dopo dieci minuti. In un corridoio tra reattori il materiale si accumula senza che nessuno lo decida, e la stessa regola tiene libero il passaggio senza dipendere dal giro settimanale.
Un caso diverso a ogni giro
Guarda cosa succede. E guarda cosa ne fa IRIS.
Non è un video registrato né un disegno: è un riassunto dello strumento vero, con un caso diverso a ogni giro. Lo strumento intero non sta in un riquadro.
- Tu chiedi
- IRIS cerca
- Te lo mostra
Non vedi il tuo qui?
Queste parole sono quelle che abbiamo costruito, non quelle che IRIS capisce. L’elenco resta corto apposta: si chiede con una frase, e le frasi non finiscono. Raccontaci cosa hai davanti alle telecamere e ti diciamo se lo capisce, o se non ancora.
E la cosa migliore
Contare non è sorvegliare.È sapere quanti sono passati, e a che ora.
Serve a confrontare: due martedì, due porte, due stagioni. Siccome si misura allo stesso modo ogni giorno, il confronto regge da solo e non c’è nulla da discutere.
Raccontaci il tuo problema e ti diciamo se IRIS lo capisce oppure non ancora.
Rispondiamo nello stesso giorno lavorativo.