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Chi ha lasciato quel chiusino aperto, e da quando?
Un buco aperto in mezzo al passaggio
Sono le 19:40. Nel piazzale della stazione di sollevamento c’è un chiusino aperto in mezzo al passaggio: il coperchio appoggiato a due metri, il buco nero e la scaletta interna in vista. Niente transenna, niente cono, nessuno accanto. Chi l’ha aperto è sceso, è risalito ed è andato a prendere un attrezzo. Di lì passa il turno di notte fra due ore, e a quell’ora il piazzale è buio.
6 telecamere in 3 settori
Si chiede così
«Avvisami se un chiusino è aperto da più di dieci minuti senza nessuna transenna intorno.»
Quasi sempre non succede niente e il coperchio torna al suo posto. Il giorno in cui succede, succede tutto insieme: una gamba dentro, una caviglia rotta, un’ambulanza e un rapporto di infortunio che chiede da quanto tempo quel chiusino era aperto senza transenne. Nessuno lo sa, perché nessuno l’ha annotato. Il video c’è, ma bisogna cercarlo all’indietro per ore per poter rispondere.
Si decide una volta
L’organizzazione decide che cosa è accettabile: quanti minuti un coperchio può stare fuori posto, se serve sempre la transenna o solo in zona di passaggio, e chi si avvisa a seconda dell’ora. Si concorda una volta sola, con il responsabile della sicurezza davanti, e si scrive come una frase. Poi IRIS la applica in tutti i piazzali e in tutte le strade con telecamera, senza dipendere dal fatto che quel giorno qualcuno si ricordi di guardare.
Un chiusino pesa, ed è per questo che, una volta aperto, quasi mai si richiude subito. Si apre per scendere, si mette da parte «un attimo», e quell’attimo dura quanto serve per prendere una chiave, rispondere a una telefonata o passare a un altro lavoro. In strada il buco lo trova un passante che guarda il telefono. In un piazzale industriale lo trova il turno dopo. In tutti e due i casi, chi l’ha aperto era convinto di tornare subito.
E con i pozzetti c’è un secondo problema, che non riguarda la sicurezza ma gli scarichi. Un pozzetto aperto con un’autobotte accanto e nessuno dell’impianto vicino non significa di per sé che qualcuno stia scaricando quello che non deve, ma è esattamente la scena da guardare. Oggi lo si scopre settimane dopo, quando l’acqua in ingresso arriva con un carico che non torna e non c’è più modo di sapere chi l’ha portato.
IRIS guarda tutte e due le cose con la stessa telecamera. Vede che il coperchio è fuori sede e conta i minuti. Vede che non c’è nemmeno un cono intorno. E vede un’autobotte ferma accanto a un pozzetto a un’ora in cui non dovrebbe essercene nessuna. Non dice chi è nessuno e non accusa nessuno: mostra l’immagine, l’ora e da quanto sta andando avanti, e decide la persona che lo legge.
E c’è un terzo stato dello stesso chiusino, l’opposto del buco aperto: il chiusino da cui esce l’acqua. Quando un collettore va in carico, il pozzo diventa una fontana, il coperchio si sposta da solo e in poco tempo mezza carreggiata è un fiume torbido con un’autospurgo che cerca di arrivare. Lì nessuno l’ha aperto e non c’è nessuno a cui chiedere: l’avviso deve uscire dalla strada stessa. È la stessa telecamera, che guarda lo stesso cerchio di ghisa, e la regola si scrive con la stessa facilità.
Cosa cambia
Prima: il chiusino aperto lo trovava il primo che passava di lì, e con un po’ di fortuna era un collega e non un passante.
Ora: l’avviso parte dopo dieci minuti, con la telecamera e l’immagine del buco, e lo richiude lo stesso che l’ha aperto. E quando bisogna dare spiegazioni, l’ora di apertura e quella di chiusura sono registrate e si tirano fuori in un minuto, non in un pomeriggio.
Dove l’abbiamo visto

CAM-167La caditoia intasata di rami
«Avvisami quando una griglia si intasa e smette di ingoiare, prima che la strada si allaghi e me lo racconti un residente.»

CAM-417Un'autobotte sta scaricando nel pozzetto e non c'è nessuno
«Avvisami se un'autobotte scarica nel pozzetto fuori orario o senza nessuno dell'impianto accanto.»

CAM-482Ne arrivano ventiquattro al minuto e il controllo ne smaltisce nove
«Avvisami quando entra più gente nella coda del controllo di quanta ne esce dai portali e quando il fondo della fila si avvicina alla carreggiata.»

CAM-171Un chiusino aperto e non segnalato
«Avvisami se un chiusino risulta fuori sede e nessuno ci ha messo intorno un cono.»

CAM-414Un pozzetto aperto in mezzo al passaggio, senza transenna né cartello
«Avvisami se un pozzetto è aperto da più di dieci minuti senza nessuna transenna attorno.»

CAM-400L'acqua esce dal chiusino e la strada è già un fiume
«Avvisami se esce acqua da un pozzetto o da un chiusino e si allarga sulla strada.»
Cosa non fa
IRIS non richiude il coperchio, non mette la transenna e non sa chi è sceso: non identifica nessuno e non riconosce volti.
Non distingue nemmeno un chiusino aperto per lavorare da uno aperto per vandalismo, e non sa se chi è dentro ha il permesso per spazi confinati. E se il coperchio resta fuori inquadratura o coperto da un veicolo, quell’apertura non la vede. Avvisa di quello che si vede, e decide una persona.
Domande
- Distingue un coperchio tolto da uno messo male?
- Sì, entro quello che si vede. IRIS confronta l’apertura con com’è quando è chiusa: se il coperchio è fuori posto o il buco è in vista, lo dice. Un coperchio appoggiato di taglio, mezzo ruotato o spostato di qualche centimetro si vede lo stesso, perché cambia la forma del punto. Quello che non può sapere è se appoggia bene sotto: lo dice chi ci cammina sopra, non una telecamera.
- Funziona in strada o solo dentro un impianto?
- In tutti e due, ed è lo stesso problema con due padroni diversi. Dentro un impianto l’avviso va al responsabile e di solito si risolve in pochi minuti. In strada va al servizio di viabilità, e lì la differenza è che oggi l’avviso lo dà un residente al telefono quando il buco è aperto da ore. Con una telecamera, il buco si vede appena compare e non serve che qualcuno chiami.
- E se il chiusino è aperto perché ci si sta lavorando?
- Allora è giusto che sia aperto, e la regola si scrive pensando a questo. Quello che si sorveglia non è il coperchio tolto: è il coperchio tolto senza protezione intorno. Se c’è la transenna o ci sono i coni, la scena è normale e non scatta niente. Se non ci sono, scatta dopo i minuti che hai fissato. Così l’avviso non disturba chi sta lavorando bene e compare proprio quando manca ciò che evita l’infortunio.
- Può registrare chi ha scaricato nel pozzetto?
- Può mostrare il veicolo e l’ora, non la persona. IRIS non identifica nessuno e non riconosce volti. Quello che lascia è il video del momento in cui l’autobotte si mette accanto al pozzetto, con l’ora esatta e la telecamera, più il pezzo prima e dopo per vedere tutta la manovra. Con questo, chi indaga ha da dove partire invece di una cartella di ore. Che cosa farne è una decisione vostra e di quello che dice la legge.
L'interfaccia vera, passo dopo passo
Una telecamera guarda. IRIS capisce che cosa sta vedendo.
Un estratto dello schermo vero, senza voce fuori campo e senza mani. Ogni giro propone un’altra situazione. Dietro c’è parecchio più di quello che si vede.
- Entra nella coda
- Apri l'avviso
- Confermi o scarti
Non vedi il tuo qui?
Queste parole sono quelle che abbiamo costruito, non quelle che IRIS capisce. L’elenco resta corto apposta: si chiede con una frase, e le frasi non finiscono. Raccontaci cosa hai davanti alle telecamere e ti diciamo se lo capisce, o se non ancora.
E la cosa migliore
Il disco si riempie da solo.Le domande restano senza risposta.
Archiviare immagini è facile e costa. Quello che mancava era qualcuno che le guardasse. IRIS guarda tutto quello che registri e ti mostra solo ciò che merita un’occhiata.
Raccontaci il tuo problema e ti diciamo se IRIS lo capisce oppure non ancora.
Rispondiamo nello stesso giorno lavorativo.