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Cosa succede se qualcuno va a piedi dove passano i mezzi?
A piedi dove passano i mezzi
Sono le 18:20 nel piazzale della cava. Da sinistra avanza un camion carico di pietra. Da destra arriva una pala con la benna piena, alzando polvere. In mezzo, un operaio con il gilet attraversa a piedi per arrivare prima in officina. Nessuno dei due operatori lo vede: dall’alto di una cabina, una persona a livello del suolo sparisce proprio quando è più vicina. Lo fa tutti i giorni e tutti i giorni va bene.
3 telecamere in 3 settori
Si chiede così
«Avvisami appena qualcuno va a piedi nella zona dei mezzi del piazzale, anche solo per un attimo.»
Quasi sempre non succede niente, ed è proprio questo il pericolo: siccome non è successo niente, domani si attraversa di nuovo. Il giorno che va male non c’è margine per reagire. Un mezzo carico non frena e chi va a piedi non sente nulla con il motore accanto. Poi arriva tutto il resto: il piazzale fermo, l’indagine, l’ispezione che chiede perché non c’era una separazione vera e una famiglia che aspetta nel corridoio di un ospedale.
Si decide una volta
Sei tu a disegnare sull’immagine dove passano i mezzi e dove si cammina: la corsia, l’attraversamento, il vuoto fra il rimorchio e la rampa. Sei tu a decidere anche le eccezioni — chi può entrare, in quale fascia oraria, con quale lavoro aperto — e a chi arriva l’avviso: all’operatore, al capo piazzale o a entrambi. Si fa una volta, guardando il piazzale vero. Poi IRIS lo applica a ogni turno, con la nebbia, con la polvere e alle tre di notte.
In un piazzale di lavoro c’è una regola che tutti conoscono e che quasi nessuno rispetta fino in fondo: le persone da una parte e i mezzi dall’altra. Alle otto del mattino si rispetta bene. Alle sei di sera si rispetta peggio, quando manca poco alla fine e la scorciatoia fa risparmiare due minuti.
I tre posti in cui questo si vede sono diversi e la paura è la stessa. Su una banchina di magazzino, un rimorchio avanza di mezzo metro mentre dentro c’è ancora qualcuno con un transpallet: fra il piano del camion e la rampa si apre un vuoto che prima non c’era. In un piazzale di contenitori, una macchina porta una cassa sollevata e gira verso la fila mentre qualcuno cammina nella sua corsia. In una cava, un camion e una pala si incrociano e in mezzo c’è una persona che dall’alto nessuno vede.
IRIS non sorveglia quella persona: sorveglia il posto. Sa dove hai disegnato la corsia dei mezzi e avvisa appena qualcuno a piedi ci entra mentre c’è un mezzo che lavora o si muove. L’avviso arriva con la telecamera, il punto e il video, e chi lo riceve può fermare la manovra via radio. IRIS non frena niente. Fa in modo che qualcuno lo sappia al primo secondo, invece che al grido.
Cosa cambia
Prima questo si gestiva con le riunioni di sicurezza e la vernice per terra, e si verificava quando qualcuno passava di lì e lo vedeva. La prova che funzionasse era che non c’erano stati incidenti. Adesso il capo piazzale vede ogni volta che qualcuno entra nella corsia, che se ne sia accorto o no, e così della scorciatoia si parla prima che ci sia qualcosa da indagare. E alla riunione mensile c’è un conteggio, non una sensazione.
Dove l’abbiamo visto

CAM-264Il camion si stacca dalla baia con un operatore ancora dentro
«Avvisami appena un rimorchio si muove dalla baia mentre la rampa è ancora appoggiata o c’è ancora qualcuno dentro.»

CAM-447Un operatore a piedi tra la macchina e il camion
«Avvisami se una persona a piedi entra nella corsia delle macchine mentre un mezzo sta lavorando o si sta muovendo.»

CAM-388Un operaio a piedi tra un camion e una pala
«Avvisami appena qualcuno va a piedi nella zona dei mezzi del piazzale, anche solo per un attimo.»
Cosa non fa
IRIS non frena un mezzo, non chiude una barriera e non manda nessuno da nessuna parte: avvisa chi può farlo. E non identifica chi è entrato: non riconosce volti e non sa se lavora lì. Dice che c’è qualcuno a piedi dove non dovrebbe, con la telecamera e il minuto.
Domande
- IRIS può fermare il mezzo o il camion?
- No. IRIS non agisce su nulla: non frena un veicolo, non abbassa una barriera e non manda nessuno da nessuna parte. Quello che fa è avvisare subito chi può agire, con la telecamera, il punto e l’immagine di quello che sta succedendo. La manovra e la decisione sono di una persona. Quello che cambia è che quella persona lo sa al primo secondo, e non quando qualcuno urla dall’altra parte del piazzale.
- E l’operaio che deve entrarci per lavoro?
- Si restringe la regola e basta. Si può dire che nella finestra di manutenzione dalle sette alle otto non c’è avviso, o che non c’è finché i mezzi sono fermi, o che scatta solo se c’è un mezzo che lavora o si muove. Cosa è normale in quel piazzale lo decide il piazzale, non la telecamera. Un sistema che avvisa duecento volte a turno viene spento in una settimana, e a ragione: quando avvisa tutto, non avvisa niente.
- Non bastano i percorsi dipinti e i sensori del mezzo?
- Sono la prima barriera e vanno avute. Ma la vernice non avvisa nessuno e i sensori del mezzo guardano attorno al mezzo, non attorno al piazzale: non vedono chi entrerà nella corsia fra dieci secondi. IRIS non li sostituisce. Sorveglia tutto lo spazio dall’alto e avvisa una persona con l’immagine davanti. È uno strato in più, non un ricambio, ed è così che conviene raccontarlo in azienda.
- Sa chi è la persona che è entrata?
- No, e non vogliamo che lo sappia. IRIS non riconosce volti e non identifica nessuno: lavora con zone disegnate sull’immagine e con quello che ci sta dentro. Vede che c’è una persona a piedi dove dovrebbero passare solo mezzi e lo dice. Se poi serve sapere chi era, il piazzale lo incrocia con il proprio registro di turno, con nome e responsabile. La telecamera mette il fatto e l’ora; il nome lo mette l’organizzazione.
Dimostrazione · IRIS al lavoro
A ogni giro, un caso nuovo. Sempre lo stesso schermo.
Si riproduce da sola e mostra un caso dall’inizio alla fine. È un riassunto: lo schermo vero ha molte più funzioni di quante ne stiano in questo riquadro.
- Le telecamere sulla mappa
- Si disegna un'area
- Esce cos'è passato di lì
Non vedi il tuo qui?
Queste parole sono quelle che abbiamo costruito, non quelle che IRIS capisce. L’elenco resta corto apposta: si chiede con una frase, e le frasi non finiscono. Raccontaci cosa hai davanti alle telecamere e ti diciamo se lo capisce, o se non ancora.
E la cosa migliore
Il disco si riempie da solo.Le domande restano senza risposta.
Archiviare immagini è facile e costa. Quello che mancava era qualcuno che le guardasse. IRIS guarda tutto quello che registri e ti mostra solo ciò che merita un’occhiata.
Raccontaci il tuo problema e ti diciamo se IRIS lo capisce oppure non ancora.
Rispondiamo nello stesso giorno lavorativo.