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Soluzioni per tipoEfficienza produttiva

E se qualcuno entra in sala senza quello che deve indossare?

Entra in zona pulita senza quello che serve

Le sei del mattino, nella zona filtro che separa il corridoio dalla sala confezionamento. A sinistra il lavamani in acciaio con tre rubinetti, non usato. A destra l’appendiabiti con i camici puliti e gli stivali bianchi sullo scaffale. Un uomo a testa scoperta, senza camice e senza cuffia, attraversa il tornello verso la zona pulita. Dietro la vetrata, la linea piena di bottiglie. A quest’ora il filtro è pieno di gente di fretta.

3 telecamere in 2 settori

Si chiede così

«Avvisami se qualcuno attraversa il tornello verso la sala senza cuffia, senza camice o senza passare dal lavamani, e avvisami alla porta, non dentro.»

L’attrezzatura non se la tolgono dentro la sala: non se la mettono all’ingresso, ed è alla porta che si decide tutto. Quando nessuno guarda nel secondo giusto, l’ingresso vestito male si scopre dopo: nella revisione del video, o quando si apre una deviazione e il lotto resta in dubbio. E se a passare è stato un carrello di crudo verso il cotto, nel prodotto finito non si scopre mai.

Si decide una volta

Lo stabilimento decide quali indumenti sono obbligatori a ogni porta, dov’è la linea a terra che segna il limite, in quali ore vale e chi va avvisato. Se qualcuno arriva alla porta della doccia d’aria senza mascherina o senza copriscarpe, avviso al responsabile di sala prima che la attraversi, con l’indumento mancante e l’immagine. IRIS lo applica a tutti gli ingressi, in tutti i turni, comprese le quattro di notte, e tiene il conteggio del mese.

In un filtro igienico alle sei del mattino nessuno sta facendo niente di male. In uno spogliatoio di camera bianca alle sei e un quarto succede lo stesso: due persone complete — cuffia, mascherina, guanti, copriscarpe — e una terza che avanza verso la porta con il viso scoperto e le scarpe da strada non coperte. E in una sala piatti pronti ci sono due segni colorati a terra, uno per il crudo e uno per il cotto, e qualcuno che attraversa con un carrello di vassoi di carne perché è la strada corta.

Un ingresso vestito male in farmaceutica finisce in una deviazione e in un lotto in dubbio. Un passaggio dal crudo al cotto non si vede mai nel prodotto finito: il vassoio esce bene, si confeziona bene e il problema compare settimane dopo, in un reclamo o in un’analisi.

IRIS guarda la porta, non la persona. Vede quali indumenti indossa chi arriva e quali mancano, e vede che un carrello è passato dal lato del crudo a quello del cotto. L’avviso esce mentre quella persona è ancora davanti alla porta, con l’indumento mancante e l’ora, perché dentro serve solo a scrivere il rapporto. IRIS non chiude il tornello e non blocca la porta, ed è voluto: un sistema che chiude da solo finisce per lasciare fuori chi doveva entrare, e dopo pochi giorni qualcuno lo stacca.

Cosa cambia

Prima l’ingresso vestito male si vedeva se qualcuno guardava nel secondo giusto, e altrimenti spuntava tre giorni dopo nella revisione del video. Ora l’avviso scatta alla porta stessa, con l’ora e l’indumento mancante, e c’è tempo per fermare quella persona prima che metta piede in zona pulita. E a fine mese c’è un numero: quanti ingressi incompleti, in quale turno e a quale porta.

Dove l’abbiamo visto

  • Primo pomeriggio in un reparto di piatti pronti. Il pavimento ha due marcature colorate: una delimita il lato dove si lavora il prodotto crudo e stanno i sacchi aperti di farina e proteine di soia; l'altra il lato dove si confezionano le vaschette già cotte. Un operatore spinge un carrello con vassoi di carne cruda e attraversa da un lato all'altro, sopra la fascia di avviso dipinta sul pavimento.

    CAM-207Un carrello di crudo che passa nella zona del cotto

    «Avvisami se qualcuno passa con materiale dalla zona del crudo a quella del confezionamento del cotto, anche solo per un secondo.»

    Vedi questa telecameraL'industria

  • Sei e un quarto del mattino, spogliatoio di accesso alla camera bianca. Tre persone si preparano. Due sono a posto: cuffia, mascherina, guanti e copriscarpe azzurri; una aspetta davanti alla doccia d’aria. La terza avanza verso la porta con la cuffia in testa, il viso scoperto e le scarpe bianche da strada senza copriscarpe. Alla parete, il cartello con i cinque capi obbligatori. IRIS non guarda chi entra: guarda quali capi indossa e quali mancano prima dell’ultima porta.

    CAM-280Attraversa lo spogliatoio senza mascherina e con le scarpe da strada

    «Avvisami se qualcuno arriva alla porta della doccia d’aria senza mascherina o senza copriscarpe, prima che la attraversi.»

    Vedi questa telecameraL'industria

  • Sei del mattino nella bussola di igiene che separa il corridoio dalla sala confezionamento. A sinistra, il lavamani in acciaio con tre rubinetti, non usato. A destra, l'appendiabiti con i camici puliti e gli stivali bianchi sulla scaffalatura. Un uomo a capo scoperto, senza camice né cuffia, attraversa il tornello verso la zona pulita. Dall'altra parte, un operatore con cuffia, mascherina e grembiule blu è alla postazione di lavaggio. Dalla finestra si vede la linea piena di bottiglie.

    CAM-212In zona pulita senza cuffia

    «Avvisami se qualcuno passa il tornello verso la sala senza cuffia, senza camice o senza usare il lavamani, e avvisami al varco, non dentro.»

    Vedi questa telecameraL'industria

Cosa non fa

IRIS controlla solo gli indumenti visibili nell’inquadratura: cuffia, mascherina, occhiali, guanti, camice e copriscarpe. Quello che non si vede non si controlla. Non sa se il camice è uscito sterile dall’autoclave né se i guanti sono stati disinfettati prima di passare.

E non identifica nessuno: rileva che QUALCUNO è passato senza cuffia, non CHI.

Domande

IRIS sa chi è entrato senza cuffia?
No. IRIS non identifica nessuno. Rileva che QUALCUNO ha attraversato il tornello senza cuffia; non rileva CHI sia quella persona, non ne riconosce il volto, non lo confronta con nessuna banca dati, non lo incrocia con la timbratura e non conserva chi è. L’avviso dice che qualcuno è entrato senza l’indumento, con la telecamera e l’ora. Serve a correggere in quel momento, non a sanzionare una persona precisa. In uno spogliatoio questa differenza conta il doppio.
L’avviso arriva prima che la persona attraversi la porta?
Sì, se la telecamera guarda la zona prima della porta, che è come si monta questa regola. Si appoggia a una linea a terra tracciata dallo stabilimento, e l’avviso esce mentre la persona è davanti alla porta, non quando è già dentro. IRIS non prevede niente: vede cosa indossa quella persona in quel momento. Dentro, lo stesso avviso serve solo a scrivere il rapporto, ed è per questo che la telecamera si mette prima e non dopo.
Può una telecamera controllare tutti gli indumenti?
No. Solo quelli visibili nell’inquadratura: cuffia, mascherina, occhiali, guanti, camice e copriscarpe. Quello che non si vede non si controlla. Una telecamera non sa se il camice è uscito sterile dall’autoclave né se i guanti sono stati disinfettati prima di passare. Questo lo reggono la procedura e i controlli dello stabilimento. IRIS porta la verifica visiva e il minuto esatto, e lavora accanto a quei controlli, non al loro posto.
Serve a separare crudo e cotto o linee con allergeni?
Sì. La regola è la stessa cambiando le zone: materiale con allergeni che entra in una linea che non li prevede, utensili che passano da un’area all’altra, un carrello che torna da dove non deve. Lo stabilimento definisce quali percorsi non si possono mescolare e in che senso, e IRIS avvisa quando si incrociano, anche se l’incrocio dura un secondo. Quello che la telecamera non dice è se ha contaminato qualcosa: lo dice un’analisi e lo decide la qualità.

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