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E se l’etichetta dice il contrario di quello che c’è dentro?
L’etichetta dice un’altra cosa
Metà mattina nella sala confezionamento della frutta secca. Dal nastro escono sacchetti trasparenti pieni di anacardi, uno dietro l’altro, e l’etichettatrice attacca a tutti la stessa etichetta: quella del prodotto precedente, che dice «senza frutta a guscio». La bobina non è stata cambiata al cambio formato. Da allora nessuno ha letto un solo sacchetto. I primi sono già sul bancale.
7 telecamere in 5 settori
Si chiede così
«Avvisami appena esce una confezione con un’etichetta che non è quella di questo ordine, e avvisami all’etichettatrice, non sul bancale.»
Quell’errore non si vede aprendo il sacchetto: si vede solo leggendolo. E chi lo legge è qualcuno che evita la frutta a guscio perché ci va di mezzo la sua salute. Quando salta, salta tutto: ritiro dal mercato, comunicazione all’autorità, telefonata a ogni cliente che ha ricevuto il bancale e un’indagine che parte dalla domanda più scomoda, cioè a che ora è stata cambiata la bobina e chi l’ha verificato.
Si decide una volta
Questo si decide una volta sola, e lo decide la qualità, non la telecamera. Tu dici quale etichetta corrisponde a ogni ordine, in che punto si verifica e chi va avvisato: all’uscita dell’etichettatrice, se esce una confezione con un’etichetta che non è quella dell’ordine in corso, avviso il capolinea con la foto di quell’etichetta e l’ora. IRIS lo applica a ogni cambio formato, e non dipende dal fatto che qualcuno si ricordi di leggere il primo sacchetto.
L’etichetta è l’unica parte del prodotto che parla, e per questo quando mente il danno è diverso da quello di un’ammaccatura o di una rottura. Un pacco batteria il cui numero non coincide con la scocca che aspetta in postazione. Due fusti con l’etichetta strappata dentro il quadrato dipinto nel piazzale. Nove bancali pronti alla spedizione con le stesse etichette magenta e uno, il decimo, con etichette verdi. Un collo che imbocca lo scivolo dei sacchetti mentre la sua etichetta dice un’altra uscita. Un bancale che sale su un camion che quella rotta non la fa.
Quasi sempre succede nello stesso momento: il cambio. Cambia il prodotto, cambia l’ordine, cambia la destinazione, e qualcosa del precedente resta. La bobina delle etichette, l’ordine ancora aperto a schermo, il bancale lasciato a metà. Nessuno mente e nessuno salta nulla: si cambiano otto cose e una resta. Quello che manca non è la buona volontà, è un secondo sguardo nel minuto esatto del cambio.
IRIS mette quello sguardo dove conta, cioè in macchina e non sul bancale. Confronta l’etichetta che esce con quella che doveva uscire e avvisa alla prima, con la foto dell’etichetta e l’ora. La differenza fra avvisare lì e avvisare al controllo bancale sono ottocento sacchetti. La differenza fra avvisare lì e avvisare quando telefona il cliente è un ritiro dal mercato.
Cosa cambia
Prima l’etichetta sbagliata saltava fuori al controllo bancale, nel magazzino del cliente o in una telefonata, e a quel punto non si sapeva più dove fosse iniziata. Ora l’avviso arriva sull’etichettatrice stessa, con la foto dell’etichetta sbagliata e l’ora esatta. L’operatore ferma, cambia la bobina e riparte. Quello che prima era un lotto intero bloccato ora sono quattro sacchetti messi da parte.
Dove l’abbiamo visto

CAM-229Il numero della scocca e quello del pacco non coincidono
«Avvisami se il numero sull’etichetta del pacco non coincide con il VIN della scocca in postazione.»

CAM-304Due fusti con l’etichetta strappata nel riquadro segnato
«Avvisami se compare un recipiente senza etichetta leggibile nella zona dei fusti.»

CAM-249Un pallet con etichette diverse da tutti gli altri
«Avvisami se nella zona di spedizione c’è un pallet con etichette diverse da quelle del resto della partita.»

CAM-205Un'etichetta che dice il contrario del sacchetto
«Avvisami appena esce un sacchetto con un'etichetta che non è quella di questo ordine, e avvisami all'etichettatrice, non al pallet.»

CAM-265Il pallet che sale sul camion non è quello di quel giro
«Avvisami se sale sul camion un pallet la cui etichetta non è nell’ordine di carico di quella banchina.»

CAM-206Il cambio formato non è finito
«Prima di avviare, dimmi se resta qualcosa del prodotto precedente sul tavolo o per terra: etichette, confezioni o attrezzatura.»

CAM-267Uno scatolone che finisce nello scivolo sbagliato
«Avvisami quando un collo cade in un’uscita diversa da quella della sua etichetta e mostrami l’immagine dell’etichetta.»
Cosa non fa
IRIS non legge caratteri piccoli a sei metri. Quello che può confrontare dipende dalla telecamera e dalla dimensione della stampa: il colore, il formato e il testo grande sì; gli ingredienti in corpo sei no.
E per sapere qual è l’etichetta giusta bisogna dirglielo. Se nessuno gli indica quale ordine è in corso, IRIS può avvisare che un’etichetta è diversa dalle altre, ma non che sia quella sbagliata.
Domande
- IRIS legge davvero quello che c’è scritto sull’etichetta?
- Sì, quando la telecamera la vede abbastanza da vicino e abbastanza ferma. Su un’etichettatrice, con la confezione che passa a breve distanza e con luce dedicata, si leggono il codice, il riferimento e il testo grande. Su una telecamera di capannone appesa a sei metri, no: lì si distinguono colore e formato dell’etichetta, che spesso bastano per vedere che un bancale non ha la stessa degli altri nove. Prima di dare per buona una regola si prova con l’etichetta vera e la telecamera vera.
- Serve a evitare un errore sugli allergeni?
- Sì, nella parte che si vede, e vale la pena dire quale. IRIS verifica che l’etichetta che si sta applicando sia quella dell’ordine in corso, e avvisa al primo sacchetto che esce con un’altra. Questo copre il guasto più frequente, cioè la bobina del prodotto precedente. Quello che non fa è analizzare il contenuto: non sa se dentro ci sono anacardi o mandorle. Verifica la carta contro l’ordine; il contenuto lo garantisce il tuo controllo di prodotto.
- Bisogna collegarlo al nostro sistema di produzione?
- Dipende da cosa vuoi che verifichi. Per avvisare che un bancale ha etichette diverse dagli altri nove, o che un fusto non ne ha nessuna, non serve collegare niente: si vede nell’immagine. Per avvisare che un’etichetta non è quella dell’ordine in corso, qualcuno deve dirgli qual è l’ordine, e di solito si risolve con un collegamento semplice al sistema che le ordini già le ha. Si può partire dal primo e aggiungere il secondo dopo.
- E se l’etichetta è strappata o illeggibile?
- Sì, questo è il caso più facile di tutti. Un contenitore senza etichetta, o con l’etichetta strappata a metà, si distingue benissimo da uno che ce l’ha, anche con una telecamera di piazzale. In una zona fusti questo vale molto: un recipiente non identificato è un problema di sicurezza prima che di tracciabilità, perché nessuno sa cosa c’è dentro. La regola si disegna sulla zona e avvisa con la foto del fusto e la sua posizione esatta.
Dimostrazione · IRIS al lavoro
Non te lo raccontiamo. Te lo facciamo vedere.
È un riassunto dello schermo vero: va da solo, passo dopo passo, e mostra solo il percorso di un caso. Lo strumento vero ha molte più funzioni di quante ne stiano qui.
- Scatta l'avviso
- Entra nella coda
- Apri l'avviso
- Confermi o scarti
Non vedi il tuo qui?
Queste parole sono quelle che abbiamo costruito, non quelle che IRIS capisce. L’elenco resta corto apposta: si chiede con una frase, e le frasi non finiscono. Raccontaci cosa hai davanti alle telecamere e ti diciamo se lo capisce, o se non ancora.
E la cosa migliore
Contare non è sorvegliare.È sapere quanti sono passati, e a che ora.
Serve a confrontare: due martedì, due porte, due stagioni. Siccome si misura allo stesso modo ogni giorno, il confronto regge da solo e non c’è nulla da discutere.
Raccontaci il tuo problema e ti diciamo se IRIS lo capisce oppure non ancora.
Rispondiamo nello stesso giorno lavorativo.