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Soluzioni per tipoRilevamento di intrusioni

Chi paga il mucchio comparso fuori dalla recinzione?

Scaricano lì e la pulizia la paghi tu

Le sei di sera. La sbarra dell’accesso è abbassata e l’impianto ha già chiuso. Un furgone bianco si ferma fuori dal recinto, sulla banchina, apre le due porte posteriori e una persona comincia a scaricare masserizie e ad accatastarle contro la rete: un divano, due materassi, sacchi. Ci mette quattro minuti. Quando se ne va, il mucchio resta lì, sul tuo confine, e da domani cresce da solo.

5 telecamere in 3 settori

Si chiede così

«Avvisami se un veicolo si ferma fuori dal recinto e comincia a scaricare, dentro o fuori orario.»

Chi scarica non paga niente. Chi paga sei tu, perché il mucchio è sul tuo confine e la rimozione la firma il proprietario del terreno. E non è una fattura di camion: se in quei sacchi c’è qualcosa di pericoloso, la pratica cambia colore. Tutto questo arriva mesi dopo, sotto forma di diffida, quando il video di quel pomeriggio di quattro minuti è stato riscritto da un pezzo.

Si decide una volta

Questo si decide una volta sola. Sei tu a segnare quali tratti di confine e quali banchine si guardano, quanto deve restare fermo un veicolo con le porte aperte perché conti come scarico e chi viene avvisato a seconda dell’ora. IRIS lo applica tutti i giorni, anche la domenica e ad agosto, che è quando si scarica. E dove il problema non è di notte ma in pieno giorno, la regola si applica lo stesso: qui comanda il posto, non l’ora.

Lo scarico abusivo ha una regola ingiusta: chi lo fa resta lì quattro minuti e chi lo paga ci convive per mesi. Arriva il furgone, svuota e se ne va. Il terreno è tuo. La diffida alla rimozione arriva a nome tuo. E non c’è a chi rivalersi, perché di quei quattro minuti non resta niente tranne il mucchio.

E per di più cresce. Un primo mucchio è un invito: il furgone successivo vede che lì si lasciano le cose, e in tre settimane ci sono venti metri cubi contro la rete. Quello che era iniziato con un divano finisce in una rimozione con camion, cassone e gestore autorizzato, più una visita degli ispettori per verificare cosa ci fosse dentro.

E lo stesso problema ha altre facce che non si somigliano affatto. Dentro l’impianto: un camion che portava carta dichiarata e nella fossa cade mattone rotto e legno. Questo contamina l’intero lotto e la sanzione è dell’impianto, non del camion. Sulla recinzione nord, in una mattina di vento: un cassone pieno fino all’orlo e non coperto lascia andare sacchi e film che attraversano la rete e finiscono sul marciapiede del vicino, e quello arriva come reclamo e come costo di pulizia. E su una strada è ancora più diretto: il carico di macerie caduto dentro una galleria non è una multa, è un ostacolo sulla corsia di sinistra con auto che arrivano a novanta.

IRIS guarda il momento, non il mucchio. Un veicolo che si ferma fuori dal recinto, apre le porte e comincia a scaricare: telecamera, ora, video e avviso mentre è ancora lì. Quel video è ciò che trasforma una diffida alla rimozione in una richiesta di danni verso un altro. Nella fossa, quando quello che cade non è ciò che diceva il documento, lo dice prima che si mescoli con il resto. E in galleria dice su quale corsia si trova l’ostacolo, perché il centro di controllo chiuda prima che qualcuno freni di colpo.

Cosa cambia

Prima, lo scarico si scopriva quando era già un mucchio: lo vedeva l’operatore della pala una mattina e nessuno sapeva di quando fosse né di chi. Adesso esce un avviso mentre il furgone è ancora lì con le porte aperte, e spesso basta perché non arrivi a scaricare. E quando ha già scaricato, c’è un video con l’ora da portare al comune o all’assicurazione invece di accollarsi tutto.

Dove l’abbiamo visto

  • Un camion ha rovesciato parte del carico di macerie dentro la galleria e i detriti coprono la corsia di sinistra. Due auto hanno frenato dietro e il resto del traffico cambia corsia in movimento.

    CAM-35Detriti nel tunnel

    «Avvisami se compare un ostacolo sulla carreggiata della galleria e dimmi in quale corsia si trova.»

    Vedi questa telecameraLa città

  • Sei del pomeriggio. La sbarra dell'ingresso è abbassata. Un furgone bianco si è fermato fuori dal recinto, con i due portelloni posteriori aperti, e una persona scarica ingombranti e li accatasta contro la recinzione: lavatrici, pannelli, una poltrona, macerie e sacchi neri. A trenta metri, dentro, ci sono i cassoni dove quel materiale si lascerebbe senza costo. IRIS vede un veicolo fermo fuori dall'area di scarico e colli che si accumulano a terra.

    CAM-426Il mucchio cresce dall'altra parte della recinzione

    «Avvisami se qualcuno scarica materiale fuori dal recinto, sulla banchina o contro la recinzione, dentro o fuori orario.»

    Vedi questa telecameraL'industria

  • Un terreno sterrato tra una zona industriale e le prime case, in pieno giorno. Un camion ribaltabile ha il cassone alzato e ha appena scaricato un cumulo di macerie; accanto, un furgone bianco con entrambe le porte posteriori aperte e una persona che scarica da dentro. Un’altra è in piedi vicino al camion, a guardare. A terra ci sono fusti, sacchi neri, un big bag da cantiere e materiale sparso su tutto il terreno. Sono entrati da una strada sterrata. IRIS non dice chi sia quella gente né da dove venga il materiale: dice che ci sono due veicoli fermi fuori dalla carreggiata e che ne sta uscendo del carico, e a che ora.

    CAM-566Un camion che scarica macerie su un terreno incolto, in pieno giorno

    «Avvisami se un veicolo si ferma fuori dalla carreggiata sul terreno incolto e comincia a scaricare.»

    Vedi questa telecameraLa sicurezza pubblica

  • Mattina ventosa sulla recinzione nord. Un cassone metallico pieno fino all’orlo e senza copertura perde sacchetti e film, che superano la rete e cadono dall’altra parte. Il marciapiede e la cunetta sono tappezzati di plastica fino al cordolo, e sulla strada passano un’auto e un furgone. Dentro, le balle impilate e un muletto continuano a lavorare. IRIS vede pezzi di rifiuto leggero uscire dal recinto verso la via pubblica.

    CAM-436I sacchetti superano la recinzione e finiscono sul marciapiede

    «Avvisami se iniziano a volare plastiche oltre la recinzione verso la strada.»

    Vedi questa telecameraL'industria

  • Dieci e un quarto del mattino nell'area di scarico. Un camion ha alzato il cassone sopra la fossa e quello che scende non è ciò che era stato dichiarato: mattoni rotti, legno e pezzi di calcestruzzo. L'addetto al varco alza la mano per farlo fermare; il collega, accanto al gabbiotto, lo annota sul tablet. Il semaforo del controllo resta rosso. IRIS vede il materiale che cade e avvisa con il cassone ancora alzato.

    CAM-427Nel documento c'era carta, e sta scaricando macerie

    «Avvisami se quello che si scarica nella fossa non è il tipo di materiale dichiarato dal camion.»

    Vedi questa telecameraL'industria

Cosa non fa

IRIS non sa cosa c’è nei sacchi. Vede che qualcuno scarica colli da un veicolo e li lascia a terra; se sono macerie pulite, legno o qualcosa di pericoloso lo dice chi va a guardare. E non classifica i rifiuti per tipo con certezza: nella fossa segnala che quello che cade non assomiglia a quanto dichiarato, e conferma una persona.

E non ferma nessuno. Qui non si abbassa nessuna sbarra: IRIS avvisa e decide una persona.

Domande

Serve a qualcosa se il furgone se ne va in quattro minuti?
Sì, per due motivi. Il primo è che l’avviso arriva mentre sta scaricando, non il giorno dopo: spesso qualcuno esce, si fa vedere e lo scarico non arriva a finire. Il secondo è che, anche se se ne va, resta il video con l’ora e il veicolo, e questo cambia chi paga: un mucchio senza video è tuo, uno scarico ripreso è di un altro. Senza quel minuto individuato, il video esiste ma non lo trova nessuno e finisce riscritto.
Legge la targa del veicolo?
Sì quando la telecamera la vede, e non sempre la vede. La targa dipende dall’angolo, dalla distanza e dalla luce: una telecamera messa per sorvegliare un tratto di recinzione a cinquanta metri vede il furgone e non legge la targa. Se quello che vuoi è identificare il veicolo, si imposta per quello che è —una telecamera messa per leggere targhe, in un punto dove sia possibile— e si dice prima di promettere qualcosa. Rilevare lo scarico e leggere la targa sono due lavori diversi.
E i sacchetti che scappano dall’impianto col vento?
È lo stesso problema al contrario e si guarda anche quello. Un cassone pieno fino all’orlo e non coperto lascia andare film e sacchetti che attraversano la recinzione e finiscono sul marciapiede del vicino, e quello torna comunque: come reclamo, come ispezione e come costo di pulizia. La regola si scrive proprio così: avvisami se cominciano a volare plastiche oltre la recinzione verso la strada. Con quello si copre il cassone prima che la mattina di vento diventi una pratica.
Si può usare in una galleria o su una strada?
Sì, e lì non è una questione di rifiuti, è di sicurezza. Un camion che perde parte del carico dentro una galleria lascia un ostacolo su una corsia con veicoli che arrivano a velocità. IRIS vede che sulla carreggiata è comparso qualcosa che prima non c’era e dice su quale corsia si trova, perché il centro di controllo abbassi la velocità o chiuda prima che qualcuno freni di colpo. È la stessa rilevazione della banchina di un impianto, con un’altra urgenza.

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Un caso diverso a ogni giro

Guarda cosa succede. E guarda cosa ne fa IRIS.

Non è un video registrato né un disegno: è un riassunto dello strumento vero, con un caso diverso a ogni giro. Lo strumento intero non sta in un riquadro.

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