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E se il lampo scatta quando non c’è nessuno?
Il lampo che nessuno ha visto
Sono le 04:12 e nel parco non c’è nessuno. Scatta un lampo in una cella, le protezioni aprono e in due secondi il servizio torna da solo. Al mattino, nel registro c’è un allarme senza spiegazione e un interruttore che ha operato. Qualcuno dovrà decidere se è stato un uccello, una catena di isolatori sporca o l’inizio di un guasto. E non c’è niente da guardare.
1 telecamere in 1 settori
Si chiede così
«Se scatta un lampo o un arco nel parco, voglio il video col secondo esatto e da quale apparecchiatura è partito, anche se non c’è nessuno.»
Con un registro di allarmi e nient’altro, la decisione si prende alla cieca. O si manda una squadra a controllare quaranta celle, che è un giorno intero e un fuori servizio programmato, oppure si annota l’allarme come transitorio e si va avanti. Quasi sempre si sceglie la seconda. Il problema è il giorno in cui non era giusto.
Si decide una volta
Si decide una volta, e qui è più breve che in altre scene perché non ci sono orari né eccezioni. La manutenzione segna sull’immagine quale parte dell’inquadratura è ogni cella e dice a chi arriva l’avviso. La frase resta così: se compare un lampo dove non dovrebbe, a qualsiasi ora, allora salva il video e di’ da quale apparecchiatura è partito.
Un arco elettrico dura meno di un battito di ciglia e libera più calore della superficie del sole. In un parco di alta tensione quasi mai c’è qualcuno davanti, e non è la buona notizia che sembra: vuol dire che quando succede non c’è nessun testimone. Resta solo un registro di allarmi che dice quale protezione ha aperto, ma non dice perché.
E senza il perché, la decisione del mattino è una scommessa. Mandare una squadra a guardare quaranta celle costa una giornata e un fuori servizio programmato; annotare l’allarme come transitorio non costa nulla e quasi sempre ci si azzecca. Il giorno in cui non ci si azzecca, la stessa cella riarca settimane dopo, e stavolta c’è gente che lavora accanto. Tra la prima e la seconda ci sono state settimane di margine che nessuno ha potuto usare.
IRIS guarda quel parco di notte e di giorno. Quando compare un lampo dove non dovrebbe, salva il video col secondo esatto e dice da quale apparecchiatura è partito. Con quello, la squadra sale a controllare quella cella e non tutte e quaranta. È l’unica scena di questa sezione in cui l’avviso non salva nessuno quel giorno: salva chi salirà il mese prossimo.
Cosa cambia
Prima, un lampo notturno lasciava due cose: una riga nel registro allarmi e una discussione. Il responsabile della manutenzione decideva a intuito se valesse la pena un’ispezione, senza niente da guardare. Ora apre il video, vede il lampo col secondo esatto e vede da quale cella è partito. L’ispezione smette di essere una scommessa.
Cosa non fa
IRIS non misura energia né temperatura, e non dice se l’apparecchiatura è danneggiata. Vede un lampo dove non dovrebbe e salva il video con l’ora esatta.
La diagnosi la fa chi sale a controllare la cella, con i suoi strumenti. Quello che aggiunge IRIS è che quella persona sappia a quale cella salire e con quale immagine davanti.
Domande
- Serve se nel parco non c’è nessuno?
- Sì, ed è esattamente per questo. Un arco in un parco di alta tensione di solito scocca quando non c’è nessuno davanti, e per questo quasi mai resta un testimone. L’unica cosa che compare il giorno dopo è un allarme nel registro e un interruttore che ha operato, senza spiegazione. IRIS salva il video del momento anche a parco vuoto, e quel video è la differenza tra sapere cos’è successo e immaginarlo.
- IRIS sa da quale apparecchiatura è partito il lampo?
- Sì, dalla posizione nell’immagine. Ogni cella occupa un punto fisso nell’inquadratura, e quel punto si segna una volta sola quando si installa la telecamera. Da lì, quando compare un lampo, IRIS dice in quale parte del parco è avvenuto e quale apparecchiatura occupa quel punto. Non legge etichette né si collega a nulla dell’impianto elettrico: sa dov’è successo perché sa cosa c’è in ogni parte dell’immagine.
- IRIS misura l’energia dell’arco?
- No. IRIS vede un lampo dove non dovrebbe e salva il video con l’ora esatta, ma non misura joule, né gradi, e non dice se l’apparecchiatura è danneggiata. Quello si fa con gli strumenti, salendo alla cella. Quello che aggiunge IRIS viene prima di tutto ciò: che esista un’immagine di un evento che altrimenti non avrebbe lasciato altra traccia che una riga in un registro allarmi.
- Si può cercare dopo nelle registrazioni?
- Sì. Glielo si può chiedere direttamente: mostrami tutti i lampi del parco dell’ultima settimana. IRIS restituisce i momenti con ora e telecamera, e si guardano di seguito in un paio di minuti. Così un mese di registrazione, che nessuno guarderà per intero, diventa un elenco breve di cose che vale la pena guardare. E se la stessa apparecchiatura compare tre volte, non c’è più da discutere da dove cominciare.
Tutte le simulazioni
Qualcosa si è versato
Avvisami se c’è liquido o schiuma fuori posto e dopo due minuti è ancora lì.
- La frase
- Dove vale
- Cosa trova
- La stessa regola
Non vedi il tuo qui?
Queste parole sono quelle che abbiamo costruito, non quelle che IRIS capisce. L’elenco resta corto apposta: si chiede con una frase, e le frasi non finiscono. Raccontaci cosa hai davanti alle telecamere e ti diciamo se lo capisce, o se non ancora.
E la cosa migliore
All’ottava ora di turnonessuno guarda come nella prima. E non è un difetto.
È essere umani. La telecamera non ha un’ottava ora: alle quattro del mattino capisce quello che capiva a mezzogiorno, e avvisa allo stesso modo chi è di guardia.
Raccontaci il tuo problema e ti diciamo se IRIS lo capisce oppure non ancora.
Rispondiamo nello stesso giorno lavorativo.
