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IRIS NEURALContatti

Soluzioni per tipoSicurezza delle persone

È entrato qualcuno e fuori non c’è nessuno?

È sceso nel pozzo e sopra non c’è nessuno

Sono le 10:40 in una strada qualsiasi. Due operai hanno aperto il chiusino, messo i coni e uno è sceso con il rilevatore. Quello sopra resta a sorvegliare, come vuole la procedura. Alle 11:05 suona il telefono: deve spostare il furgone perché intralcia. Ora c’è una persona a quattro metri sotto terra, in un posto dove l’aria può cambiare in un minuto, e in strada non resta nessuno.

6 telecamere in 4 settori

Si chiede così

«Avvisami se qualcuno scende in un pozzo e fuori non c’è nessuno a sorvegliare.»

Qui non ci sono infortuni lievi. In uno spazio confinato chi entra perde conoscenza in pochi secondi, e chi scende dopo per tirarlo fuori gli cade addosso. Un solo errore si porta via due persone, a volte tre. E poi arriva tutto il resto: l’indagine, il fermo dell’impianto, la responsabilità di chi ha firmato il permesso e un’azienda che ci mette anni a tornare quella di prima. La registrazione c’era, ma non la guardava nessuno.

Si decide una volta

L’azienda decide una volta quali bocche sono ingresso in spazio confinato e quanto margine si concede per una distrazione breve. In una frase: se qualcuno entra da un passo d’uomo, e passano più di due minuti, e fuori non resta nessuno a sorvegliare, allora avvisare il caposquadra, aprire la telecamera e salvare il video. Si scrive una volta e vale per tutti gli ingressi.

In uno spazio confinato — un pozzo, un serbatoio, un silo, un reattore — quasi mai muore una persona sola. Muore chi entra e muore chi scende dopo per tirarlo fuori. Perché l’aria dentro non avvisa: non ha odore, non si vede, e chi la respira perde conoscenza in pochi secondi. Da fuori la scena non ha nulla di strano. Solo una scala che esce da un buco.

Per questo la regola del mestiere è così corta che la capisce chiunque: nessuno entra se non resta qualcuno fuori a sorvegliare. E per questo viene disattesa sempre allo stesso modo. L’ingresso comincia bene, con il sorvegliante al suo posto e il permesso firmato. Il problema arriva dopo venti minuti, quando bisogna spostare il furgone, prendere una chiave o rispondere al telefono. Nessuno decide di lasciarlo solo. Semplicemente resta solo.

IRIS non guarda dentro il serbatoio: guarda la bocca. Vede quando qualcuno entra, conta quante persone restano sopra e avvisa quando quel numero arriva a zero. Segnala anche il boccaporto aperto da mezz’ora senza nessuno davanti, che è l’altra metà dello stesso problema. È una delle poche scene in cui un avviso non cambia il rapporto: cambia il numero delle vittime.

Cosa cambia

Prima, che il sorvegliante restasse sopra dipendeva dal fatto che nessuno lo chiamasse. Se se ne andava non lo sapeva nessuno, e quello sotto meno che mai. Ora, due minuti dopo che la bocca resta senza nessuno davanti, il caposquadra riceve l’avviso con la telecamera aperta. E gli ingressi restano registrati: quanti, quanto sono durati e in quanti la bocca è rimasta sola.

Dove l’abbiamo visto

  • Vista dall'alto sulla testa del reattore. Il passo d'uomo è aperto, il coperchio spostato di lato, e un operatore con casco e tuta si è infilato dalla vita in su dentro il serbatoio, con i piedi ancora sul grigliato. Sulla piattaforma non c'è nessun altro. Non c'è nemmeno il treppiede, né la linea vita, né l'attrezzatura di soccorso che un ingresso in spazio confinato richiede. Solo la scala di accesso, vuota.

    CAM-312Una persona sporta dentro il reattore e nessuno fuori

    «Avvisami se qualcuno entra in un reattore aperto e sulla piattaforma non c'è una seconda persona.»

    Vedi questa telecameraL'industria

  • Vista dall'alto della bocca del silo. Dentro, il materiale sfuso forma un cono e una persona con gilet ad alta visibilità e casco bianco vi è sdraiata sopra, sprofondata dalla vita in giù. Il trasportatore sopra continua a scaricare materiale nello stesso punto. La porta di accesso della passerella è aperta e sulla parete del silo c'è un cartello di rischio di seppellimento. Sulla passerella non c'è nessuno. IRIS vede una persona sopra il materiale.

    CAM-397Una persona sprofondata nel materiale dentro il silo

    «Avvisami subito se qualcuno sale o cade sopra il materiale dentro il silo, e dimmi se resta qualcuno di guardia fuori.»

    Vedi questa telecameraL'industria

  • Metà mattina. Il passo d'uomo del serbatoio orizzontale è aperto e il coperchio sollevato e appoggiato all'indietro. Un operatore con casco bianco e imbracatura indossata è dentro fino alla vita, aggrappato alla maniglia, mentre scende. Intorno non c'è nessuno: né sulla passerella grigliata a destra, né accanto al serbatoio. Non si vedono neppure treppiede o linea vita montati sull'apertura.

    CAM-329È entrato da solo nel serbatoio e fuori non c'è nessuno

    «Avvisami se qualcuno entra da un passo d'uomo e fuori non resta nessuno di guardia.»

    Vedi questa telecameraL'industria

  • Metà mattina in impianto. Il chiusino è spostato a terra, la scala spunta dalla bocca e un operatore con elmetto e gilet sta già scendendo: si vedono solo la testa, le spalle e i guanti aggrappati al piolo. Attorno al pozzo la pavimentazione è vuota. Fuori non c’è nessuno, né treppiede né linea vita in vista. IRIS vede due cose e le mette insieme: qualcuno è entrato nel pozzo e nella zona di sorveglianza non resta nessuno.

    CAM-412Qualcuno è sceso nel pozzo e sopra non è rimasto nessuno

    «Avvisami se qualcuno scende in un pozzo e non c’è nessuno a sorvegliare fuori.»

    Vedi questa telecameraL'industria

  • Metà mattina nel parco serbatoi. Il serbatoio orizzontale ha il passo d’uomo aperto, con il coperchio ribaltato all’indietro e il foro in vista. Sul mantello scende una scia bagnata fino alla valvola in basso, che gocciola sul cemento della vasca. Non c’è nessuno dentro il recinto: i due unici operatori sono in fondo, all’altro capo del piazzale, a parlare. IRIS vede il coperchio aperto, vede il gocciolamento e vede che non c’è nessuno, e cronometra da quando è stato aperto.

    CAM-309Il passo d’uomo è aperto da mezz’ora e non c’è nessuno

    «Avvisami se un passo d’uomo o una valvola resta aperto per più di venti minuti senza nessuno davanti.»

    Vedi questa telecameraL'industria

  • Metà mattina sul tetto del serbatoio. Il passo d’uomo è aperto: il coperchio tondo è rimasto sollevato di lato e il foro si vede nero dall’alto. Dentro il parapetto giallo del tetto non c’è nessuno. Sotto, un operatore con casco giallo è di spalle, occupato in altro, e un altro attraversa in fondo. La scala del serbatoio è libera. IRIS vede che quel coperchio è aperto da un bel pezzo e che lassù non è in corso nessuna operazione.

    CAM-324Il passo d’uomo del serbatoio, aperto e senza nessuno

    «Avvisami se un boccaporto di serbatoio è aperto da più di dieci minuti e lassù non sta lavorando nessuno.»

    Vedi questa telecameraL'industria

Cosa non fa

IRIS non misura gas né sostituisce un rilevatore di atmosfera, e non vede nulla di quello che succede dentro il serbatoio. Guarda la bocca: chi entra e chi resta fuori.

Il permesso di ingresso, la ventilazione e il rilevatore restano ciò che protegge chi scende. IRIS si accorge soltanto del giorno in cui la procedura si rompe senza che nessuno lo decida.

Domande

Avvisa se il sorvegliante si allontana un attimo?
Sì, ed è esattamente il caso da vedere, perché è così che succede quasi sempre. L’ingresso comincia con il sorvegliante e il problema arriva venti minuti dopo. Si mette un margine breve, il tempo di girarsi a prendere un attrezzo, e da lì IRIS avvisa. L’avviso non è contro chi si è allontanato: è a favore di chi sta sotto e non può sapere di essere rimasto solo.
Sostituisce il permesso di ingresso?
No, e non deve. Il permesso, la ventilazione e il rilevatore di gas sono ciò che protegge chi scende, e nulla di questo lo fa una telecamera. IRIS è l’occhio che si accorge che oggi, a metà mattina, la procedura si è rotta senza che nessuno lo decidesse. Serve a vedere l’eccezione lo stesso giorno e nello stesso minuto, non ad autorizzare lavori né a validare un ingresso.
Vale anche per boccaporti e bocche lasciate aperte?
Sì, ed è l’altra metà dello stesso problema. Un passo d’uomo aperto senza nessuno davanti per venti minuti è un buco nel terreno, e resta così per dimenticanza a fine turno o all’ora di pranzo. Di notte è il punto in cui cade chi passa. La stessa telecamera che sorveglia chi entra può segnalare il chiusino che nessuno ha richiuso, con un’altra frase e un altro tempo di attesa.
Si può registrare ogni ingresso?
Sì, e in un audit vale più dell’avviso. Resta annotato quanti ingressi ci sono stati, a che ora, quanto è durato ciascuno e in quanti la bocca è rimasta senza sorvegliante, con il video associato. Così una prassi che finora dipendeva dalla memoria della squadra diventa qualcosa che si può mostrare. E quando un numero si può mostrare, si può migliorare.

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Guardalo con i tuoi occhi

Questo non è un video. È un pezzo dello schermo vero.

Un riassunto dell’interfaccia reale, riprodotto senza mani. Si vede il percorso di un caso dall’inizio alla fine; quello che non si vede sono le altre schermate, e sono tante.

  1. Quattro telecamere insieme
  2. Ognuna capisce la sua scena
  3. I numeri salgono da soli
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E la cosa migliore

La regola si decide una voltae vale sempre allo stesso modo.

Alle tre di notte vale quanto a mezzogiorno, sulla telecamera uno e sulla quattromila. Non dipende da chi è di turno né da quanto è stanco.

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