Soluzioni per tipoSicurezza delle persone
E se qualcuno entra in acqua e nessuno sta guardando?
È sceso nell’alveo e l’acqua arriva
Sono le 19:30 di un giorno di temporale. L’alveo è asciutto da tre settimane e mezzo quartiere lo usa come scorciatoia per passare dall’altra parte. Un ragazzo scende dalla rampa di cemento con la bici in spalla. Venti chilometri più a monte piove forte da un’ora. Dal lungofiume l’acqua non si vede ancora, e da laggiù non si sente. La telecamera del ponte lo sta vedendo scendere.
5 telecamere in 4 settori
Si chiede così
«Avvisami appena c’è qualcuno dentro l’alveo, e dimmelo prima che arrivi all’acqua.»
Oggi la normalità è che nessuno guardi quella telecamera. Sta registrando, ma in sala ci sono quaranta schermi e un operatore che sta facendo altro. Quando arriva la segnalazione, arriva per telefono: qualcuno che ha visto qualcosa e non sa dire in quale punto dell’alveo. Mentre si chiarisce dov’è, due squadre partono a cercare nel posto sbagliato. Quel quarto d’ora di confusione è il costo, e non si misura in euro.
Si decide una volta
Il Comune decide una volta quali tratti sono zona d’acqua, in quali situazioni avvisare e chi. Se una persona entra nell’alveo o nella darsena, in qualsiasi momento, e c’è un’allerta di piena o il livello sta salendo, allora si avvisa la polizia locale con la telecamera aperta e il punto esatto. Si decide prima della stagione dei temporali, in una riunione, e funziona da sola ogni volta che piove, anche una domenica sera.
L’acqua uccide senza far rumore e senza dare tempo. Un alveo asciutto sembra una strada, una darsena sembra una banchina e una zona di balneazione sembra sicura perché c’è gente. A sorvegliare tutto questo ci sono due bagnini che guardano duecento metri di spiaggia, o un operatore con quaranta telecamere davanti. Non è un problema di attenzione: nessuno può guardare tutto insieme, e l’acqua non avvisa prima di salire.
Il giorno in cui va male, le cose accadono in ordine e molto in fretta. Qualcuno scende nell’alveo dalla solita rampa. Una moto d’acqua entra nella zona di balneazione perché dal mare le boe non si vedono. Un’auto entra in un guado allagato perché l’acqua sembra alta un palmo. In tutti e tre i casi l’avviso arriva tardi e arriva male: per telefono, senza punto esatto e senza immagine.
IRIS guarda il bordo e non l’acqua. Vede la persona mentre sta ancora scendendo la rampa, vede l’imbarcazione quando supera la linea delle boe, vede l’auto ferma dentro l’acqua e dice dov’è. Non sa se qualcuno sta annegando e non lo dirà mai. Quello che fa è portare la telecamera giusta alla persona giusta quando serve ancora.
Cosa cambia
Prima, la piena si seguiva via radio e guardando l’asta idrometrica dipinta sul muro. Se c’era qualcuno nell’alveo, lo si sapeva quando qualcuno lo vedeva e chiamava. Ora l’avviso arriva mentre la persona sta scendendo la rampa, non quando è già dentro, e arriva con il punto esatto e la telecamera aperta. La pattuglia parte sapendo a quale accesso andare, e sono dieci minuti che prima si perdevano a cercare.
Dove l’abbiamo visto

CAM-25Affluenza in spiaggia al limite
«Dimmi quando la spiaggia raggiunge la capienza e avvisami se ci sono fuochi o moto d'acqua nella zona di balneazione.»

CAM-26Moto d'acqua nella zona di balneazione
«Avvisami appena un natante entra nella zona di balneazione delimitata dalle boe, di qualunque tipo sia.»

CAM-173Qualcuno dentro l'alveo
«Avvisami appena c'è qualcuno dentro l'alveo, e dimmelo prima che arrivi all'acqua, non quando ci è già dentro.»

CAM-441Qualcuno si avvicina alla banchina a nuoto
«Avvisami se qualcuno entra a nuoto nella darsena o se una piccola imbarcazione si avvicina alla banchina.»

CAM-178Un'auto bloccata dall'acqua
«Avvisami appena c'è un veicolo fermo dentro l'acqua, e dimmi esattamente dov'è.»
Cosa non fa
IRIS non rileva un annegamento. Non sa se chi è in acqua sta bene o male, e sotto la superficie non vede nulla.
Quello che fa è più modesto e più utile: segnalare che qualcuno è entrato dove non doveva, mentre si può ancora arrivare. Non sostituisce un bagnino né un servizio di salvataggio.
Domande
- Rileva che qualcuno sta annegando?
- No, ed è importante dirlo prima che lo chieda qualcuno. IRIS non distingue chi nuota tranquillo da chi è in difficoltà, e sotto la superficie non vede nulla. Quello che vede è una persona che entra dove non dovrebbe: che scende in un alveo, che supera la linea delle boe, che entra in una darsena. Quell’avviso arriva prima, cioè quando serve ancora.
- Vale per la zona di balneazione delimitata?
- Sì, ed è uno degli usi più chiari. La zona delimitata si disegna una volta sull’immagine della telecamera e da lì IRIS avvisa quando ci entra qualsiasi imbarcazione, sia una moto d’acqua, una barca o una tavola a motore. Dal mare le boe non si vedono bene e spesso il conducente entra senza saperlo. L’avviso arriva al posto di salvataggio con la telecamera e il punto d’ingresso.
- Segnala un’auto bloccata dall’acqua?
- Sì, ed è di solito la scena più urgente. Un veicolo fermo dentro l’acqua è una persona dentro un veicolo, e il tempo conta dal primo minuto. IRIS vede l’auto ferma in un punto che sa essere allagato e dice esattamente dov’è, con la telecamera aperta. Questo risparmia ai soccorsi la parte più lenta della chiamata, cioè capire il luogo. E quelli sono minuti.
- Sostituisce il bagnino?
- No. Il bagnino guarda, capisce ed entra in acqua; IRIS guarda soltanto, e non capisce nemmeno cosa stia succedendo a chi è dentro. Quello che aggiunge è coprire i posti dove non guarda nessuno: il tratto di alveo alle sette di sera, la darsena di notte, il guado allagato in periferia. E coprire la parte di spiaggia fuori dal campo visivo della torretta.
Dimostrazione · IRIS al lavoro
Non te lo raccontiamo. Te lo facciamo vedere.
È un riassunto dello schermo vero: va da solo, passo dopo passo, e mostra solo il percorso di un caso. Lo strumento vero ha molte più funzioni di quante ne stiano qui.
- Scatta l'avviso
- Entra nella coda
- Apri l'avviso
- Confermi o scarti
Non vedi il tuo qui?
Queste parole sono quelle che abbiamo costruito, non quelle che IRIS capisce. L’elenco resta corto apposta: si chiede con una frase, e le frasi non finiscono. Raccontaci cosa hai davanti alle telecamere e ti diciamo se lo capisce, o se non ancora.
E la cosa migliore
A volte non serve un allarme:serve un numero.
Quante persone sono entrate e a che ora. Si traccia una linea sull’immagine e la telecamera conta. Il conteggio delle persone è omologato dal Centro Español de Metrología tramite NeuralPax.
Raccontaci il tuo problema e ti diciamo se IRIS lo capisce oppure non ancora.
Rispondiamo nello stesso giorno lavorativo.