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Soluzioni per tipoSicurezza delle persone

Ci arriveresti a occhi chiusi?

La doccia è dietro sei fusti

Sono le 16:00 ed è giorno di scarico. Arrivano venti fusti e l’unico spazio libero del corridoio è la zebratura gialla davanti alla doccia di emergenza. Si lasciano lì, è un attimo. Il camion dopo ne porta altri dodici. A fine settimana la doccia ha una catasta davanti e alla maniglia non ci si arriva. Nessuno ha fatto niente di male: si è riempito da solo.

2 telecamere in 2 settori

Si chiede così

«Avvisami se qualcosa ostruisce la doccia di emergenza o il passaggio verso di essa per più di dieci minuti.»

Finché non succede niente, questo non costa un euro a nessuno. Compare nell’audit annuale come osservazione, quella mattina i fusti si spostano e dopo quindici giorni sono di nuovo lì. Il giorno in cui qualcuno prende uno schizzo, il conto si paga tutto insieme: ogni secondo a tentoni a occhi chiusi è tessuto che non torna.

Si decide una volta

Si decide una volta, e consiste in tre cose. La sicurezza disegna sull’immagine la zebratura a terra e il corridoio che ci porta; fissa quanti minuti si tollera qualcosa dentro; e dice a chi arriva l’avviso. La frase resta così: se qualcosa entra in quella zebratura e c’è ancora dopo dieci minuti, allora avvisa con la foto e salva il video.

La doccia di emergenza è l’unico dispositivo di un impianto che si usa a occhi chiusi. Chi ci arriva, ci arriva alla cieca, con la faccia che brucia, contando i passi a memoria e con le mani avanti. Per questo la zebratura gialla sul pavimento non è decorazione: è il percorso di qualcuno che non può vedere cosa c’è in mezzo.

E nessuno la ostruisce apposta. Si ostruisce da sola, un fusto per ogni giorno di scarico, perché è l’unico spazio libero del corridoio e perché è sempre solo un attimo. In un mese è un muro. Il giorno in cui qualcuno prende uno schizzo e ci corre, trova i fusti a tentoni. Ogni secondo perso a spostare roba è tessuto che non torna. I quindici secondi guadagnati da chi ha lasciato i fusti si pagano con trent’anni di cicatrici.

IRIS guarda la zebratura e il passaggio che ci porta, e avvisa quando qualcosa resta lì più a lungo di quanto hai detto. Dieci minuti non danno fastidio a chi passa con un pallet, ma prendono chi lascia e se ne va. E arriva oggi, non al prossimo audit. Il giorno in cui serve la doccia, è tardi per spostare i fusti.

Cosa cambia

Prima, un corridoio così si correggeva due volte l’anno: all’audit e alla visita del cliente. Nel mezzo, la zebratura gialla era il posto dove si lasciavano le cose, e lo sapevano tutti. Ora il responsabile dell’area riceve una foto della zebratura occupata dopo dieci minuti. La norma non è cambiata: è cambiato quando si vede.

Dove l’abbiamo visto

  • Nove del mattino nel corridoio di servizio. La doccia di emergenza e il lavaocchi sono al loro posto, segnalati da lontano, ma davanti ci sono tre fusti blu impilati su un bancale, un contenitore con sopra una cassa di legno e un cavalletto di avviso. Il passaggio pedonale dipinto di verde arriva lì e finisce. Tre persone guardano il mucchio; una indica in alto, verso il soffione che ormai non si raggiunge.

    CAM-314La doccia di emergenza è dietro una pila di fusti

    «Avvisami se qualcosa ostruisce la doccia di emergenza o il passaggio verso di essa per più di dieci minuti.»

    Vedi questa telecameraL'industria

  • Metà pomeriggio nel parco serbatoi. La doccia di emergenza e il suo lavaocchi sono addossati al muro, e proprio accanto qualcuno ha lasciato due bancali di fusti blu, uno rosso e una cisterna bianca da mille litri. La zona zebrata gialla a terra, quella che deve restare libera, è occupata. Qualche metro più in là, un idrante rosso ha davanti un bancale con una manichetta arrotolata. Due operai passano oltre lungo la strada.

    CAM-338La doccia di emergenza è circondata da fusti

    «Avvisami se qualcuno lascia del materiale dentro la zebratura gialla di una doccia, un lavaocchi, un idrante o un estintore.»

    Vedi questa telecameraL'industria

Cosa non fa

IRIS non verifica se la doccia funziona, se ha pressione o quando è stata controllata l’ultima volta. Guarda solo se la zebratura a terra e il passaggio verso di essa sono liberi.

Che esca acqua quando si tira la maniglia resta compito della manutenzione, e quella verifica non la sostituisce nessuna telecamera. Sono due controlli diversi e servono entrambi.

Domande

Avvisa nel momento in cui qualcuno lascia qualcosa davanti?
No, ed è voluto. Davanti a una doccia passa gente tutto il giorno, e avvisare per ogni pallet che transita trasforma l’avviso in rumore che nessuno guarda. L’attesa separa due cose diverse: chi passa davanti e chi lascia qualcosa e se ne va. Dieci minuti sono un punto di partenza ragionevole in un corridoio di impianto; in una zona tranquilla si può accorciare.
Vale anche per estintori, idranti e lavaocchi?
Sì, e di solito si chiede tutto nella stessa frase, perché il problema è identico: materiale lasciato dentro la zebratura gialla di un presidio di emergenza. Un estintore ostruito e una doccia ostruita si scoprono allo stesso modo, nello stesso audit e con gli stessi mesi di ritardo. Segnare le quattro o cinque zebrature di un capannone richiede un po’ di tempo, e poi nessuno deve più ricordarsi di guardarle.
IRIS verifica che la doccia funzioni?
No. IRIS guarda se la zebratura a terra e il passaggio verso la doccia sono liberi, e nient’altro. Se quella doccia ha pressione, se l’acqua esce tiepida o se il controllo mensile è stato fatto sono cose che da una telecamera non si vedono e che restano alla manutenzione. Sono due verifiche diverse e servono entrambe: una doccia revisionata a cui non si arriva vale esattamente quanto una doccia rotta.
Avvisa anche se a ostruire è materiale di lavoro?
Sì, sempre, ed è proprio questo il punto. I fusti che ostruiscono una doccia sono sempre materiale di lavoro: nessuno ci lascia rifiuti. Se la regola ammettesse eccezioni perché è prodotto o attrezzatura, non servirebbe a niente, perché tutti i casi reali sono esattamente quelli. La zebratura è dipinta perché non ci stia nulla, e quello che c’è dentro dà fastidio comunque.

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Un caso diverso a ogni giro

Guarda cosa succede. E guarda cosa ne fa IRIS.

Non è un video registrato né un disegno: è un riassunto dello strumento vero, con un caso diverso a ogni giro. Lo strumento intero non sta in un riquadro.

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Queste parole sono quelle che abbiamo costruito, non quelle che IRIS capisce. L’elenco resta corto apposta: si chiede con una frase, e le frasi non finiscono. Raccontaci cosa hai davanti alle telecamere e ti diciamo se lo capisce, o se non ancora.

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E la cosa migliore

Basta riavvolgere sei ore.Chiedi cosa è successo e guarda solo quello.

Si scrive con parole tue quello che cerchi — un furgone bianco, una porta rimasta aperta — e compaiono i momenti in cui appare. Quello che costava un pomeriggio sta in pochi minuti.

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